
12 mag 2026
CIRCOLARE INFORMATIVA
Oggetto: D.L. 30 aprile 2026, n. 62 – Incentivi all’occupazione 2026 (Bonus Donne, Giovani, ZES e Stabilizzazioni)
1. Premessa
Con il D.L. 30 aprile 2026, n. 62 (“Disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all’occupazione e di contrasto del caporalato digitale”), in vigore dal 1° maggio 2026, il legislatore ha completamente ridisegnato il sistema degli incentivi all’assunzione applicabili per il 2026.
Il provvedimento non si limita a prorogare i bonus esistenti, ma introduce quattro nuove misure autonome:
Bonus Donne (art. 1)
Bonus Giovani (art. 2)
Bonus ZES (art. 3)
Incentivo alla stabilizzazione dei contratti a termine (art. 4)
Queste misure sostituiscono e superano il precedente sistema derivante dal D.L. 60/2024 (Decreto Coesione) e dalle successive modifiche del cosiddetto Milleproroghe.
2. Il nuovo sistema: cosa cambia in sintesi
Il sistema precedente era caratterizzato da proroghe e modifiche successive che avevano reso la disciplina complessa e poco uniforme.
Il nuovo decreto invece:
crea quattro bonus separati e autonomi;
introduce un principio comune fondamentale: il rispetto del “salario giusto”;
rafforza i controlli su licenziamenti e incremento occupazionale;
lega gli incentivi alla stabilità reale dell’occupazione.
3. Il principio centrale: il “salario giusto”
Gli incentivi sono subordinati a una condizione comune:
- il lavoratore deve ricevere almeno il trattamento economico previsto dal contratto collettivo (CCNL) più rappresentativo del settore.
In pratica:
non basta assumere il lavoratore;
non basta rispettare i requisiti del bonus;
è necessario anche pagare una retribuzione coerente con il CCNL “leader” del settore.
Questo significa che:
se si applica un contratto collettivo “meno rappresentativo”, il lavoratore non può essere pagato meno del contratto principale del settore;
il bonus può essere perso se la retribuzione non è adeguata.
4. Le condizioni comuni a tutti i bonus
Per ottenere qualsiasi incentivo, devono essere rispettate tutte queste condizioni:
Incremento occupazionale netto
L’assunzione deve aumentare realmente il numero dei lavoratori rispetto alla media dell’anno precedente.
Nessun abuso degli incentivi
Non si può accedere ai bonus se:
si sostituisce un lavoratore obbligatoriamente riassumibile;
si violano diritti di precedenza;
l’azienda non è in regola con i contributi.
Divieti di licenziamento
Nei 6 mesi prima dell’assunzione: niente licenziamenti nella stessa unità produttiva.
Nei 6 mesi dopo: niente licenziamenti del lavoratore incentivato o di altri con stessa qualifica.
Esclusioni
Non sono mai agevolati:
lavoro domestico;
apprendistato;
(in gran parte dei casi) dirigenti.
5. I quattro incentivi
5.1 BONUS DONNE
Chi riguarda
Donne assunte a tempo indeterminato nel 2026.
Requisiti principali
disoccupazione da almeno 24 mesi
oppure12 mesi + appartenenza a categorie svantaggiate UE
Importo
100% dei contributi INPS a carico del datore
fino a 650 € al mese (800 € nelle regioni ZES)
Durata
fino a 24 mesi (ridotta a 12 in alcuni casi)
Obiettivo: favorire l’ingresso e il reinserimento delle donne nel lavoro stabile.
5.2 BONUS GIOVANI
Chi riguarda
Lavoratori under 35 assunti a tempo indeterminato.
Requisiti
meno di 35 anni
disoccupazione da almeno 24 mesi
(12 mesi se svantaggiati UE)
Importo
100% contributi
fino a 500 € al mese (650 € ZES)
Durata
fino a 24 mesi (ridotta a 12 in alcuni casi)
Novità: non basta essere “giovani”, serve una disoccupazione qualificata.
5.3 BONUS ZES
Chi riguarda
imprese fino a 10 dipendenti
sedi nelle aree ZES del Mezzogiorno
Lavoratori
over 35
disoccupati da almeno 24 mesi
Importo
100% contributi
fino a 650 € al mese
Durata
24 mesi
Obiettivo: sostenere microimprese nelle aree più svantaggiate.
5.4 INCENTIVO STABILIZZAZIONE (NUOVO)
Chi riguarda
Trasformazione da tempo determinato a indeterminato.
Requisiti chiave
under 35
mai avuto un contratto stabile prima
contratto a termine già esistente al 30 aprile 2026
trasformazione tra agosto e dicembre 2026 senza interruzioni
Importo
100% contributi
fino a 500 € al mese
Durata
fino a 24 mesi
Punto delicato
Il bonus è valido solo se autorizzato dalla Commissione Europea.
Fino ad allora non è certo che possa essere utilizzato.
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