
5 gen 2026
Dicembre porta con sé alcune certezze: il freddo che si fa attendere, la disputa infinita tra pandoro e panettone… e, puntuale, la legge di bilancio.
Il 30 dicembre 2025 viene infatti pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge n. 199/2025, il Bilancio di previsione dello Stato per il triennio 2026-2028, destinata — almeno sulla carta — a entrare in vigore dal 1° gennaio 2026.
Tra le tante misure contenute, ce n’è una che ha subito catturato l’attenzione di imprese e consulenti del lavoro: il comma 7, che introduce per il 2026 la cosiddetta detassazione dei rinnovi contrattuali.
Una misura attesa… ma non priva di incognite
L’obiettivo dichiarato è ambizioso e condivisibile: favorire l’adeguamento dei salari al costo della vita e rafforzare il legame tra retribuzione e produttività.
In concreto, gli aumenti retributivi corrisposti nel 2026, derivanti da rinnovi contrattuali sottoscritti tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026, potranno beneficiare di una imposta sostitutiva del 5%, in luogo dell’IRPEF e delle addizionali locali.
L’agevolazione riguarda però solo i lavoratori del settore privato che, nel 2025, abbiano percepito un reddito da lavoro dipendente non superiore a 33.000 euro, e si applica salvo rinuncia scritta del lavoratore.
Tutto chiaro? Non proprio.
La norma è breve, essenziale, quasi “telegrafica”. E proprio per questo lascia aperti numerosi interrogativi operativi:
quali voci retributive rientrano effettivamente nella detassazione?
come gestire i rinnovi già applicati o quelli in corso di definizione?
quali verifiche dovranno effettuare aziende e consulenti sul reddito 2025?
come coordinare questa misura con altri istituti fiscali e contributivi?
Domande tutt’altro che teoriche, che impattano direttamente sulla gestione delle buste paga, sui costi aziendali e sulle aspettative dei lavoratori.
Perché è il momento giusto per parlarne
La detassazione dei rinnovi contrattuali rappresenta un’opportunità concreta, ma solo se applicata correttamente. Errori, interpretazioni affrettate o automatismi rischiano di trasformare un’agevolazione in un problema.
Valutare caso per caso, analizzare i contratti applicati, simulare gli effetti economici e fiscali: sono passaggi fondamentali che richiedono competenza e visione d’insieme.
Un confronto dedicato può fare la differenza tra un beneficio pienamente sfruttato e un’occasione persa.
Se vuoi capire come questa misura incide sulla tua azienda o sui tuoi dipendenti, è il momento giusto per fissare un appuntamento e affrontare il 2026 con maggiore consapevolezza.
